MA QUALE PATTO INTERGENERAZIONALE?

L'età pensionabile si sposta sempre di più mentre i giovani restano a casa ...


Una vignetta che fotografa perfettamente l'amara realtà. Ultra 65enni che lavorano e giovani che li guardano. Il mondo al contrario potremmo dire. Un mondo che stiamo contribuendo a disegnare rincorrendo da un lato la sostenibilità del nostro sistema previdenziale e dall'altra non avendo la forza di riformare profondamente i sistemi di formazione, il mercato del lavoro, il sistema fiscale, e l'azione assistenziale pubblica, scommettendo su un futuro che sia davvero a misura di giovane (nell'interesse anche di tanti pensionati). Un paese che fatica a ritrovare se stesso al di là di quelli che sono i freddi indicatori economici che ancora orientano scelte e decisioni.
Il pil e la produzione industriali sono certo dati importanti sui quali riflettere ma non possono essere gli unici dati da osservare scegliendo di ragionare in un'ottica di breve periodo per sacrificare una visione d'insieme che guardi al paese che sarà tra 20 anni. Continuiamo a rincorrere, sempre un passo indietro. Il paese ideale, quello a cui dovremmo tendere, è certo molto diverso da quello che viviamo oggi. Un tempo di vite sospese, di illusioni che continuiamo a chiamare speranze.






  
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