SOS MEDICI! SI CERCANO SPECIALISTI IN ROMANIA, SIRIA, EGITTO E TUNISIA

Due le cause: l'accesso alla quiescenza (facilitato da quota100) e l'imbuto formativo tra laurea e formazione specialistica.


Dopo Molise e Veneto tocca alla Puglia guardare all'estero per trovare medici in grado di sostenere il servizio sanitario pubblico che in queste realtà rischia il collasso per carenza di personale medico. Mancano i medici specialistici. Da un lato l'introduzione di quota100 che ha permesso l'accesso alla quiescenza a tanti specialisti dall'altra il paradosso dell'imbuto che vede tanti neo laureati in medicina parcheggiati in attesa di entrare in specialità. Mancano le borse per finanziare i corsi di formazione dei medici specializzandi. Ci sono attualmente 10mila laureati in medicina in attesa di entrare in specialità. Ed allora, difronte all'emergenza si corre ai ripari. Da un lato richiamando i medici in pensione (!) dall'altra cercano nuovi specialisti nei paesi in cui ci sono e quindi Romania in primis ma anche Siria Egitto e Tunisia. In provincia di Cuneo la carenza più grande, con prospettiva di 5 anni, riguarda i medici di medicina generale, in particolare quelli che lavorano nelle nostre vallate e svolgono un lavoro essenziale di presidio di un territorio ampio e complesso da gestire per la sanità pubblica e assolutamente non redditizio per la sanità privata.
Intanto, un altro dato significati ci invita a riflettere. Tra il 2005 ed il 2025 diecimila medici hanno lasciato l'Italia per lavorare all'estero. Ed ogni anno circa 1.500 laureati in medicina vanno a frequentare corsi di specializzazione lontano dall'Italia. Mete principali sono la Gran Bretania (33%) e Svizzera (26%). I professionisti che espatriano maggiormente sono ortopedici, pediatri, ginecologi ed anestesisti.






  
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